Systema: sintesi di una piccola esperienza

di Luigi Salinaro

Nello scrivere questo articolo ho trovato notevoli difficoltà poiché come spesso accade per questa arte marziale si rischia di non comprenderne appieno i principi facendola apparire alle volte “leggera” alle volte inaccessibile.
Quello che voglio trasmettere con questo lavoro non è un giudizio tecnico sull’ efficacia o meno in caso di scontro reale, (lascio questo aspetto a chi ha esperienza sul campo), ma comunicare i principi che si celano dietro questa disciplina.
Occupandomi, infatti di preparazione atletica, sulla base della mia esperienza ho cercato di analizzare i principi su cui si basa quest’ arte marziale e all’interno di questo percorso valutarne l’efficacia dal punto di vista funzionale e del condizionamento fisico e mentale.
Systema è un’ arte marziale di origine russa.
Le  sue origini si perdono nella storia della Russia, una nazione da sempre attaccata da vari nemici che hanno utilizzato strategie e tecniche diverse per conquistarla. Grazie a questo, le arti di difesa russe per rispondere in maniera adeguata agli attacchi, hanno subito una costante evoluzione che ne ha privilegiato le caratteristiche di adattabilità sul campo, (quindi con schemi notevolmente dinamici), e la velocità nell’ apprendimento.
Il risultato ha portato alla sintesi di un metodo di combattimento più che delle tecniche predefinite, in cui lo scopo principale era ed è sopravvivere allo scontro. Da qui, in sintesi, nasce Systema, il cui addestramento si basa sull’ acquisizione di abilità indispensabili ad ogni combattente, a prescindere da quale sia il suo stile.
Systema utilizza in maniera totale abilità fisiche e mentali.
L’insegnamento di questa disciplina enfatizza l’abilità di essere creativi e non convenzionali allo scopo di essere in grado di adattarsi a qualsiasi situazione in qualsiasi scenario.
I principi cardine sono:
Il rispetto del corpo durante l’ allenamento.
La fiducia nei propri mezzi.
L’ umiltà nel voler imparare.
La conoscenza di sé attraverso il corpo.
La continuità del movimento.
Systema ci permette di scoprire i nostri limiti, mostrandoci quanto in realtà siamo deboli, mettendo a nudo le nostre paure.
Il Condizionamento fisico è volto a superare i propri limiti e le proprie paure, mentre la Respirazione ci permette un completo controllo sul nostro corpo e sulle nostre emozioni rimanendo sempre lucidi in qualsiasi circostanza.
Il principio in Systema è vincere le proprie emotività, (dopo si possono vincere gli altri), superando poco alla volta i propri limiti, che vengono tradotti dal nostro corpo come tensioni che ci rendono vulnerabili a qualsiasi attacco.
La mia avventura verso la conoscenza di questo metodo risale a circa un anno fa, quanto incontrai il Maestro Massimo Di Giovanni (Istruttore sotto la scuola di Vladimir Vasiliev), che mi invitò a provare quest’ arte marziale. Niente di nuovo a prima vista nei mezzi e nelle metodologie di lavoro, in fondo il corpo umano è uguale per tutti: sia che si pratichi boxe, karate o Systema. Ma qualcosa non mi era chiaro sul modo di colpire o di schivare. Quei movimenti erano senza guardia con le braccia abbassate, un paradosso per chi come me proveniva da esperienze marziali differenti. Continuando gli allenamenti il quadro si faceva sempre più chiaro e il fine era preciso e logico: nessuno prima di colpirti ti avvisa, non sai mai quanto arriverà l’ attacco di conseguenza invece di lavorare su delle tecniche predefinite volte a reagire ad un attacco da una posizione di guardia, si impara a muoversi nello spazio con naturalezza e a gestire un colpo che arriva all’ improvviso senza perdere il controllo, mentre per colpire viene utilizzata qualsiasi parte del corpo in maniera improvvisata efficace e continua. Per fare ciò bisogna eseguire un condizionamento fisico molto duro che non si limita a 2-3 ore a settimana. Per fare ciò bisogna allenarsi sempre, comprendere come si muove il corpo nello spazio (propriocezione), essere in equilibrio e controllare le proprie emozioni.
Bisogna imparare a controllare la respirazione, eliminare le tensioni muscolari superficiali che impediscono al nostro corpo di muoversi in maniera fluida. In Systema, infatti inizialmente l’ apprendimento viene fatto in maniera lenta e fluida, proprio per creare degli schemi naturali di comportamento, che facciano parte della nostra quotidianità.
L’ apprendimento lento e non traumatico permette, infatti di aumentare la propriocezione e di mantenere l’ apprendimento anche a distanza di tempo.
Nei vari allenamenti in cui ho partecipato, con l’ aiuto del Maestro Massimo Di Giovanni ho sperimentato proprio questi due aspetti: condizionamento e respirazione.
Ancora dopo diverse lezioni non si è parlato di tecniche predefinite, poiché in Systema non servono (perlomeno in un primo periodo).
Qualsiasi parte del corpo può e deve diventare un’ arma.
A prima vista quanto esposto può sembrare sopra le righe e può apparire frivolo agli occhi di chi alle “prime armi” cerca qualcosa di concreto.
Il condizionamento fisico e mentale che ci avvicina al combattimento è di fondamentale importanza, poiché ci permette di vincere la paura di ricevere il colpo. Proprio così analizzando attentamente tutti i vari percorsi marziali è facile notare che i combattenti più capaci sono coloro che non hanno paura, e se da un lato ci aiuta la genetica, dall’ altro trattandosi di un’ abilità può essere allenata e condizionata. Superando i propri limiti si supera la paura dello scontro,poiché si impara a gestire il dolore, si diventa più forti. Giusto per fare un esempio: uno degli esercizi tipici che viene svolto in quest’ arte marziale è quello di camminare con i pugni sul corpo del compagno (in posizione supina o ortostatica), che imparerà ad assorbire il colpo. Mentre chi esegue l’ esercizio imparerà senza accorgersene dove poter colpire per provocare il maggior danno. Il vantaggio di questo esercizio rispetto al condizionamento classico è quello di non essere traumatico, di  abituarci a lavorare senza tensione e cosa importantissima: acquisire una piena consapevolezza corporea.
La preparazione alla respirazione dovrebbe essere qualcosa di molto semplice, ma in realtà non è così, infatti la cosa che avviene frequentemente è quella che al primo segnale di pericolo, si inizia ad aumentare la propria frequenza respiratoria perdendo per alcuni istanti, (preziosi), il controllo del proprio corpo. Proprio in quel momento si diventa vulnerabili.
Scopo della preparazione in Systema è quello di abituarsi a respirare in maniera controllata: aumentando o diminuendo la frequenza respiratoria a nostro piacimento. Cosa semplice a dirsi, ma tra le più complicate che si possano attuare, anche perché l’ allenamento per fare ciò è lungo e faticoso, anche se relativamente semplice (in fin dei conti si tratta solo di respirare !!!).
Respirare in maniera corretta permette al nostro corpo di mantenere una posizione allineata e bilanciata, fornendo la stabilità, l’ equilibrio e  la precisione per colpire in maniera devastante.
La corretta respirazione permette, infatti di muoversi in maniera fluida e continua, senza tensioni.
Il completo controllo muscolare ed emotivo consente di raggiungere uno stato di prontezza al combattimento in tempi relativamente brevi, nonché una completa gestione della situazione dal punto di vista emotivo.
Concludo dicendo che all’ inizio il percorso  può essere frustrante e faticoso specialmente se si hanno già avuto altre esperienze marziali o in sport di contatto, ma se riusciamo a comprenderne il significato ne avremo subito dei benefici, che possiamo tranquillamente applicare alle nostre attività quotidiane.

Concludo questo lavoro ringraziando il Maestro e Amico Massimo Di Giovanni per la sua professionalità e disponibilità nonché per la pazienza con la quale mi sopporta.

Autore dell’ articolo: Luigi Salinaro
Laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive e specializzato in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate. Da sempre appassionato di Arti Marziali e Sport da Combattimento, svolge l’ attività di Personal Trainer e Preparatore Atletico.
Attualmente frequenta il master di II livello in diagnostica molecolare e medicina traslazionale presso la facoltà di medicina e chirurgia dell’ Università degli Studi di Catania.